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Algoritmo del codice fiscale: i 16 caratteri spiegati

Pubblicato il 23/10/2026

Il codice fiscale sembra una sigla casuale, ma ogni carattere ha un motivo. Le regole sono state fissate con il decreto ministeriale del 23 dicembre 1976 e da allora non sono cambiate. Conoscerle serve a capire un codice a colpo d’occhio, a trovare un errore di battitura in un modulo o a spiegare perché il proprio codice ha una lettera strana. Qui le vediamo tutte, con esempi calcolati dallo stesso motore del calcolo del codice fiscale.

I sette blocchi del codice

I 16 caratteri si leggono in sette gruppi. Prendiamo il codice di un ipotetico Mario Rossi, nato a Roma il 1° gennaio 1980: RSSMRA80A01H501U.

PosizioniContenutoNell’esempio
1–3cognomeRSS
4–6nomeMRA
7–8anno di nascita80
9mese di nascitaA
10–11giorno di nascita e sesso01
12–15comune o Stato estero di nascitaH501
16carattere di controlloU

I primi quindici caratteri vengono dai dati anagrafici; il sedicesimo si calcola dagli altri quindici. Vediamo un blocco alla volta.

Le tre lettere del cognome

Si scrivono le consonanti del cognome nell’ordine in cui compaiono e si prendono le prime tre. Se le consonanti sono meno di tre si aggiungono le vocali, sempre nell’ordine; se anche così non si arriva a tre lettere, si completa con la X. Spazi, apostrofi e accenti non contano: D’Angelo si tratta come DANGELO, De Luca come DELUCA. I cognomi doppi si scrivono uniti.

CognomeConsonantiRisultato
RossiR S SRSS
EspositoS P S TSPS
D'AngeloD N G LDNG
De LucaD L CDLC
FerraroF R R RFRR
FoFFOX
BòBBOX
Ai—AIX
RuàRRUA

Si nota che Esposito dà SPS e non ESP: le vocali entrano solo quando le consonanti non bastano. Un cognome come Fo, con una sola consonante e una sola vocale, chiude con la X.

Le tre lettere del nome

Per il nome la regola è la stessa, con un’eccezione importante: se il nome ha quattro o più consonanti, si prendono la prima, la terza e la quarta, saltando la seconda. È la regola che confonde di più, perché chi prova a calcolare il codice a mano tende a prendere le prime tre.

NomeConsonantiRegolaRisultato
MarioM Rconsonanti + vocaliMRA
LucaL Cconsonanti + vocaliLCU
EvaVconsonanti + vocaliVEA
GianfrancoG N F R N C1ª, 3ª e 4ªGFR
AlessandraL S S N D R1ª, 3ª e 4ªLSN
Maria LuisaM R L S1ª, 3ª e 4ªMLS
FrancescoF R N C S C1ª, 3ª e 4ªFNC
AlLconsonanti + vocali + XLAX

Chi ha più nomi li scrive tutti, uniti, come risultano all’anagrafe: Maria Luisa conta come MARIALUISA, con consonanti M R L S, quindi MLS. Se nel codice fiscale è stato registrato un solo nome, il risultato cambia: Maria da sola dà MRA. È uno dei motivi più frequenti per cui un codice calcolato non coincide con quello vero.

Anno e mese di nascita

Dell’anno si tengono le ultime due cifre: 1980 diventa 80, 2005 diventa 05. Il secolo non c’è, e infatti il codice fiscale inverso a volte propone due anni possibili.

Il mese è una lettera, secondo questa tabella:

MeseLetteraMeseLettera
gennaioAluglioL
febbraioBagostoM
marzoCsettembreP
aprileDottobreR
maggioEnovembreS
giugnoHdicembreT

Le prime cinque lettere seguono l’alfabeto, poi la sequenza salta: dopo E viene H, poi L, M, P, R, S, T. Per ricordarla basta questa riga: A B C D E H L M P R S T.

Giorno di nascita e sesso

Il giorno occupa due cifre. Per gli uomini è il giorno stesso (il 5 diventa 05); per le donne si aggiunge 40, quindi il 5 diventa 45 e il 31 diventa 71. Così il sesso è scritto nel codice senza un carattere dedicato: un giorno fra 01 e 31 indica un uomo, fra 41 e 71 una donna. Valori come 35 o 80 non sono possibili.

Il codice del luogo di nascita

I caratteri dal 12° al 15° sono il codice catastale del comune di nascita, chiamato anche codice Belfiore: una lettera e tre cifre. Roma è H501, Milano F205, Napoli F839. Per chi è nato all’estero si usa il codice dello Stato, che inizia sempre con Z: Germania Z112, Romania Z129, Argentina Z600.

Conta il comune alla data di nascita. Se nel frattempo il comune è stato unito a un altro, nel codice resta quello vecchio. L’archivio storico ANPR conta 1.970 codici di comuni soppressi: tutti consultabili nella pagina dei codici catastali.

Il carattere di controllo, passo per passo

L’ultima lettera non porta informazioni: serve a scoprire gli errori. Si calcola così:

  1. si numerano i primi 15 caratteri da 1 a 15;
  2. ai caratteri in posizione dispari (1ª, 3ª, … 15ª) si dà un valore dalla tabella “dispari”;
  3. ai caratteri in posizione pari si dà un valore semplice: A o 0 vale 0, B o 1 vale 1, e così via fino a Z che vale 25;
  4. si sommano i 15 valori e si divide per 26;
  5. il resto (da 0 a 25) indica la lettera: 0 = A, 1 = B, … 25 = Z.

Questa è la tabella dei caratteri in posizione dispari. Le cifre valgono come le prime dieci lettere: 0 come A, 1 come B e così via.

CarattereABCDEFGHIJKLM
Valore1057913151719212418
CarattereNOPQRSTUVWXYZ
Valore20113681214161022252423

Applichiamola a RSSMRA80A01H501:

Pos.123456789101112131415
CarattereRSSMRA80A01H501
TabellaDPDPDPDPDPDPDPD
Valore81812128019010071300

La somma è 98. Diviso 26 fa 3 con resto 20, e la lettera numero 20 (partendo da A = 0) è U. Il codice completo è quindi RSSMRA80A01H501U.

Grazie alla tabella dispari, che mescola i valori, il controllo scopre qualsiasi carattere sbagliato e quasi tutti gli scambi fra due caratteri vicini. Per questo la verifica del codice fiscale riconosce subito un codice copiato male.

Quando entrano le lettere al posto delle cifre

Se due persone ottengono lo stesso codice, l’Agenzia delle Entrate sostituisce alcune cifre con lettere, partendo da destra: 0 diventa L, 1 diventa M, fino a 9 che diventa V. Si chiama omocodia e la trovi spiegata nella guida dedicata all’omocodia. Il carattere di controllo si ricalcola sul codice modificato.

Cosa resta fuori dall’algoritmo

L’algoritmo produce un codice “teorico”. Il codice vero è quello registrato nell’anagrafe tributaria e può differire per omocodia, per nomi registrati in modo diverso o per errori di trascrizione mai corretti. Se un codice che ti serve non torna, controlla il certificato di attribuzione o la tessera sanitaria, oppure usa il servizio di verifica dell’Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

Perché il mio nome dà tre lettere diverse da quelle che mi aspettavo?

Probabilmente il nome ha quattro o più consonanti: in quel caso si prendono la prima, la terza e la quarta, non le prime tre. Gianfranco dà GFR, non GNF.

Le vocali accentate contano?

Contano come vocali senza accento: Nicolò si tratta come NICOLO.

Il carattere di controllo può essere una cifra?

No, è sempre una lettera da A a Z: il resto della divisione per 26 indica una delle 26 lettere.

Quale decreto stabilisce le regole del codice fiscale?

Il decreto del Ministero delle Finanze del 23 dicembre 1976, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 345 del 29 dicembre 1976.