Omocodia: quando due persone hanno lo stesso codice fiscale
Il codice fiscale si calcola dai dati anagrafici, quindi due persone con le stesse consonanti nel cognome e nel nome, nate lo stesso giorno nello stesso comune, otterrebbero lo stesso codice. Non è un caso raro: basta pensare a quanti Giuseppe Russo nascono a Napoli. Per evitare doppioni l’Agenzia delle Entrate modifica il codice di uno dei due. Questo meccanismo si chiama omocodia.
Che cos’è l’omocodia
Si parla di omocodia quando i dati di due o più persone generano lo stesso codice. Il primo a cui viene attribuito tiene il codice “normale”; agli altri l’Agenzia attribuisce un codice in cui una o più cifre sono sostituite da lettere. Il codice resta lungo 16 caratteri, mantiene la stessa struttura e continua a descrivere gli stessi dati: cambia solo la scrittura di alcune cifre.
Solo l’Agenzia può accorgersi di un’omocodia, perché solo l’anagrafe tributaria sa quali codici sono già stati attribuiti. Un sito di calcolo, compreso questo, non può sapere se il tuo codice è omocodico: può solo mostrarti le varianti possibili.
La tabella di sostituzione
Le cifre si sostituiscono sempre con le stesse lettere:
| Cifra | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lettera | L | M | N | P | Q | R | S | T | U | V |
Sono dieci lettere consecutive dell’alfabeto, da L a V, esclusa la O. Nessuna di queste lettere può comparire per altri motivi nelle posizioni delle cifre, quindi la sostituzione si riconosce sempre.
Quali cifre vengono sostituite, e in che ordine
Nel codice ci sono sette cifre: le due dell’anno (posizioni 7 e 8), le due del giorno (10 e 11) e le tre del codice del luogo (13, 14 e 15). La sostituzione parte da destra: prima la 15ª, poi la 14ª, la 13ª, l’11ª, la 10ª, l’8ª e infine la 7ª. A ogni passo il carattere di controllo si ricalcola.
Ecco le sette varianti del codice di un ipotetico Giuseppe Russo nato a Napoli il 12 aprile 1975, RSSGPP75D12F839P:
| Livello | Posizione sostituita | Codice |
|---|---|---|
| 0 | — | RSSGPP75D12F839P |
| 1 | 15ª | RSSGPP75D12F83VE |
| 2 | 14ª | RSSGPP75D12F8PVQ |
| 3 | 13ª | RSSGPP75D12FUPVN |
| 4 | 11ª | RSSGPP75D1NFUPVC |
| 5 | 10ª | RSSGPP75DMNFUPVN |
| 6 | 8ª | RSSGPP7RDMNFUPVZ |
| 7 | 7ª | RSSGPPTRDMNFUPVW |
Si vede che a ogni livello cambia anche l’ultima lettera: è il carattere di controllo ricalcolato. Il codice di livello 7 non contiene più nessuna cifra.
Quante persone possono avere gli stessi dati
Con sette cifre sostituibili, seguendo l’ordine da destra, si ottengono sette varianti oltre al codice di partenza: otto persone in tutto. Se si considerano tutte le combinazioni possibili di cifre e lettere le varianti teoriche sono 2⁷ = 128, ma la regola dell’ordine da destra serve proprio a rendere prevedibile la sequenza. Nei rarissimi casi oltre questi limiti decide l’Agenzia.
Come riconoscere un codice omocodico
Basta guardare le posizioni delle cifre: se in una di esse c’è una lettera da L a V, il codice è omocodico. Nel codice RSSGPP75D12F8PVQ, per esempio, le ultime due cifre del luogo sono diventate lettere. Il codice fiscale inverso le riconverte e mostra il codice di partenza; la verifica del codice fiscale controlla il carattere di controllo sul codice così com’è, senza segnalarlo come errore.
Un caso a parte sono i codici con lettere “a salti”, per esempio una lettera in 13ª posizione ma ancora una cifra in 15ª. Non seguono l’ordine da destra: il nostro controllo li accetta ma li segnala come insoliti, perché è più probabile un errore di battitura che un codice attribuito così.
Leggere a mano un codice omocodico
Per tornare al codice di partenza basta rimettere le cifre al posto delle lettere, usando la tabella al contrario, e ricalcolare il carattere di controllo. Prendiamo RSSGPP75D12FUPVN, la variante di livello 3:
| Posizione | Carattere | Cifra |
|---|---|---|
| 7ª | 7 | 7 |
| 8ª | 5 | 5 |
| 10ª | 1 | 1 |
| 11ª | 2 | 2 |
| 13ª | U | 8 (era una lettera) |
| 14ª | P | 3 (era una lettera) |
| 15ª | V | 9 (era una lettera) |
Le cifre ricostruite danno di nuovo RSSGPP75D12F839 e, con il carattere di controllo ricalcolato, il codice di partenza RSSGPP75D12F839P. Da qui si leggono data e luogo di nascita come in qualsiasi altro codice: anno 75, mese D (aprile), giorno 12, comune F839 (Napoli).
Attenzione a un dettaglio: per leggere data e luogo non serve sapere quante cifre sono state sostituite, ma per controllare il carattere di controllo bisogna usare il codice così com’è scritto, con le lettere. Un controllo che prima converte le lettere in cifre e poi verifica l’ultimo carattere darebbe un risultato sbagliato su tutti i codici omocodici.
Problemi pratici di chi ha un codice omocodico
Il codice omocodico è valido a tutti gli effetti, ma qualche modulo online lo rifiuta: alcuni controlli scritti male pretendono cifre nelle posizioni della data. Se succede, il problema è del modulo, non del codice. Conviene segnalarlo all’ente che gestisce il sito, allegando il certificato di attribuzione o la tessera sanitaria, dove il codice è stampato.
Un altro problema nasce quando qualcuno calcola il codice invece di copiarlo da un documento. Per una persona con omocodia il calcolo dà il codice di un’altra persona. È il motivo per cui ogni strumento di calcolo, compreso il nostro calcolo del codice fiscale, ricorda che vale solo il codice attribuito dall’Agenzia.
Cosa fare se scopri di avere lo stesso codice di un’altra persona
Può capitare quando due persone ricevono per errore lo stesso codice, per esempio dopo una trascrizione sbagliata. In questo caso ci si rivolge a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate con un documento di identità: l’Agenzia verifica i dati e, se serve, attribuisce un nuovo codice. Le istruzioni aggiornate sono sul sito dell’Agenzia, nella sezione dedicata al codice fiscale.
Il nuovo codice va poi comunicato a chi usa quello vecchio: datore di lavoro, banca, medico di base.
Omocodia e codice provvisorio
Secondo l’opuscolo dell’Agenzia sul codice fiscale per i cittadini stranieri, quando Questura o Sportello unico per l’immigrazione trovano dati che generano un codice già esistente rilasciano un codice numerico provvisorio e invitano la persona a rivolgersi a un ufficio dell’Agenzia, che dopo una verifica rilascia il codice definitivo. È un caso frequente fra gli stranieri, perché nomi brevi e cognomi diffusi producono più facilmente gli stessi caratteri. Ne parliamo nella guida sul codice fiscale per stranieri.
Domande frequenti
Il mio codice ha una M al posto di un 1: è sbagliato?
No, è un codice omocodico: l’Agenzia ha sostituito la cifra per non darti lo stesso codice di un’altra persona. È valido.
Posso calcolare da solo il mio codice omocodico?
No: non puoi sapere quante persone avevano già il codice di partenza. Il codice vero è quello stampato sul certificato o sulla tessera sanitaria.
Il carattere di controllo cambia con l’omocodia?
Sì, si ricalcola ogni volta sul codice con le lettere sostituite.
Quali lettere si usano per l’omocodia?
L M N P Q R S T U V, rispettivamente per le cifre da 0 a 9.
Devo scrivere il codice con le lettere anche in banca o dal medico?
Sì. Il codice attribuito è quello con le lettere e va scritto sempre così, in ogni modulo. Riconvertire le lettere in cifre darebbe il codice di un’altra persona.