Codice fiscale per stranieri: chi lo rilascia e cosa serve
In Italia il codice fiscale serve quasi per tutto: per firmare un contratto di lavoro o di affitto, aprire un conto, iscriversi al Servizio sanitario nazionale e scegliere il medico. Chi arriva dall’estero se lo sente chiedere nei primi giorni. Il codice non si ottiene calcolandolo: lo attribuisce l’amministrazione, e quale ufficio lo fa dipende dalla situazione. Questa guida riassume le regole pubblicate dall’Agenzia delle Entrate nell’opuscolo “Codice fiscale per cittadini stranieri” (marzo 2023) e nella pagina Come si chiede il codice fiscale.
Com’è fatto il codice di uno straniero
La struttura è la stessa di tutti: 16 caratteri con cognome, nome, data di nascita e sesso, luogo, controllo. L’unica differenza è il luogo: al posto del comune c’è il codice dello Stato estero di nascita, che inizia con Z. Andrei Popescu, nato in Romania il 30 settembre 1987, ha PPSNDR87P30Z129S; Li Na, nata in Cina l’8 febbraio 1999, ha LIXNAX99B48Z210D. I codici di tutti gli Stati sono nella pagina dei codici Z e puoi provarli nel calcolo del codice fiscale per stranieri.
Conta lo Stato in cui si è nati, non la cittadinanza. Una persona nata in Albania e diventata italiana mantiene il codice Z100.
Cittadini extra UE: chi attribuisce il codice
Per i cittadini di Paesi fuori dall’Unione europea l’opuscolo dell’Agenzia indica diversi canali:
- Sportello unico per l’immigrazione, presente in ogni Prefettura: attribuisce il codice a chi chiede il nulla osta per lavoro dipendente o ricongiungimento familiare. È un codice numerico provvisorio; quello definitivo, di lettere e numeri, arriva al rilascio del permesso di soggiorno.
- Questura: a chi chiede altri tipi di permesso di soggiorno attribuisce subito il codice definitivo.
- Protezione internazionale: il codice viene attribuito dalla Questura o dalla Polizia di frontiera al momento della richiesta.
- Protezione temporanea per i cittadini ucraini: il codice definitivo viene dalla Questura quando si presenta la richiesta di permesso di soggiorno temporaneo.
- Minori stranieri non accompagnati o non in regola: il codice è attribuito dall’Agenzia su richiesta dell’ASL che deve iscriverli al Servizio sanitario nazionale.
Chi soggiorna regolarmente in Italia ma non ha ancora il codice può chiederlo a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Cittadini dell’Unione europea
I cittadini UE che vogliono soggiornare in Italia chiedono il codice a un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate con il modello AA4/8. Secondo l’opuscolo la richiesta deve essere motivata e accompagnata da un documento valido (passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio). In alternativa si può chiedere alla rappresentanza consolare italiana nel Paese di provenienza.
Per la sanità i cittadini UE possono usare la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) rilasciata dal loro Paese.
Documenti per la richiesta all’Agenzia
Per presentare il modello AA4/8, compilato e firmato, l’opuscolo indica come documenti validi per i cittadini extra UE:
- permesso di soggiorno valido;
- passaporto valido, con il visto quando serve, o un altro documento riconosciuto dalle autorità italiane;
- attestazione di identità rilasciata in Italia dalla rappresentanza diplomatica o consolare del proprio Paese;
- carta d’identità italiana.
Il modello e le istruzioni aggiornate sono sul sito dell’Agenzia, nella pagina “Modello e istruzioni AA4/8”. Prima di andare in ufficio conviene controllare lì se servono prenotazioni o se la richiesta si può inviare in altro modo.
Codice provvisorio e codice definitivo
Il codice provvisorio è un numero di 11 cifre. Con questo, dice l’Agenzia, ci si può già iscrivere all’ASL e scegliere il medico. Quando arriva il permesso di soggiorno si riceve il codice definitivo di 16 caratteri. Da quel momento va usato quello, e conviene comunicarlo a datore di lavoro, banca e proprietario di casa.
Il codice provvisorio viene dato anche quando i dati della persona generano un codice già esistente (omocodia): in quel caso Questura o Sportello unico invitano a rivolgersi a un ufficio dell’Agenzia, che dopo una verifica rilascia il definitivo. Il fenomeno è spiegato nella guida sull’omocodia.
Validità e consegna
Secondo l’Agenzia è valido solo il codice rilasciato e certificato da lei, e il codice non scade. Viene spedito per posta ordinaria all’indirizzo di residenza, o al domicilio fiscale comunicato al momento della richiesta per chi non è residente. Per chi è iscritto al Servizio sanitario nazionale il codice è stampato anche sulla tessera sanitaria.
Una lista per l’appuntamento all’Agenzia
- il modello AA4/8 compilato e firmato (scaricabile dal sito dell’Agenzia);
- un documento di identità valido fra quelli accettati, in originale;
- il motivo della richiesta (per esempio un contratto di lavoro o di affitto in arrivo, l’iscrizione a un corso);
- l’indirizzo in Italia a cui spedire il codice, o il domicilio fiscale se non sei residente;
- se mandi un’altra persona: la delega, una copia del tuo documento e il documento del delegato.
Scrivi nome e cognome esattamente come sul passaporto, con tutti i nomi. Da questi dati dipendono le prime sei lettere del codice, e correggerli dopo richiede un’altra pratica.
Dopo il codice: ASL e medico
Il codice fiscale serve, fra l’altro, per iscriversi al Servizio sanitario nazionale presso l’ASL e scegliere il medico di base. Chi è iscritto riceve la tessera sanitaria, sulla quale il codice è stampato anche come codice a barre: è il documento più comodo da mostrare quando qualcuno chiede il codice fiscale.
Nomi stranieri: cosa controllare
Il calcolo usa solo le lettere dell’alfabeto latino: nel nostro strumento gli accenti si tolgono (Ștefan diventa STEFAN) e spazi e trattini non contano. I problemi nascono quasi sempre da come il nome è stato trascritto all’arrivo: un secondo nome omesso, un doppio cognome spagnolo ridotto a uno, una traslitterazione dal cirillico o dall’arabo diversa da quella del passaporto. In questi casi il codice “giusto” è quello registrato, anche se non coincide con il calcolo. Per i nomi scritti in alfabeti non latini il calcolo vale solo se parti dalla stessa trascrizione registrata.
Se trovi un errore nei dati registrati (data o luogo di nascita, nome) la correzione si chiede all’Agenzia delle Entrate con un documento che riporti i dati giusti.
Stati che non esistono più
Chi è nato in Jugoslavia, Unione Sovietica o Cecoslovacchia può trovare nel codice il codice dello Stato di allora o quello dello Stato di oggi, a seconda di come è stato registrato il luogo di nascita. L’elenco ISTAT conserva 7 Stati non più esistenti: Antille olandesi Z501, Cecoslovacchia Z105, Germania Est Z111, Jugoslavia Z118, Serbia e Montenegro Z157, Unione Sovietica Z135, Yemen del Sud Z250. Anche qui decide il codice attribuito dall’Agenzia.
Domande frequenti
Posso lavorare con il codice fiscale provvisorio?
Il codice provvisorio identifica la persona finché non arriva quello definitivo; l’Agenzia indica che con esso ci si iscrive già all’ASL. Per il contratto di lavoro chiedi al datore quale codice usare e comunicagli il definitivo appena arriva.
Il codice fiscale scade insieme al permesso di soggiorno?
No. Secondo l’Agenzia delle Entrate il codice non ha scadenza.
Posso chiedere il codice fiscale dall’estero?
I cittadini dell’Unione europea possono chiederlo al consolato italiano del Paese di provenienza; per tutti, le modalità aggiornate sono sul sito dell’Agenzia.
Il codice di uno straniero ha un formato diverso?
Il definitivo no: 16 caratteri come per gli italiani, con il codice Z dello Stato di nascita. Il provvisorio invece è numerico, di 11 cifre.